Che problemi si possono mediare?

La mediazione si propone di creare uno spazio per un dialogo participativo fra due parti che sono in conflitto.

Ciascuna parte, a sua volta, può essere rappresentata da una o più persone (come ad esempio nel caso in cui dei vicini desiderino fare una mediazione con un vicino in particolare; o il caso di una successione ereditaria in cui, ad esempio, ci siano 5 fratelli e tutti partecipino alla mediazione).

In questo contesto la gamma di possibili casi che potrebbero essere sottoposti a mediazione è di fatto infinita.

In questo modo si genera una enorme quantità di possibilità in relazione agli interessi e necessità di ciascun individuo.

Per questa ragione nonostante il legislatore abbia suddiviso la mediazione in obbligatoria e volontaria/facoltativa i problemi che possono essere risolti attraverso questo strumento sono illimitati.

La mediazione, pertanto, può essere di fatto applicata da conflitti associati dai problemi familiari quali la pensione di alimenti od il regime delle visite, ai tradizionali problemi tra vicini, come sono i rumori molesti o il luogo dove lasciare il cassetto di immondizia.

In pratica la mediazione è un ottimo strumento per risolvere conflitti in molte aree quali:

- Conflitti derivanti da contratti bancari.
– Conflitti derivanti da errori medici che pregiudichino la salute del malato e che abbiano provocato un danno alla integrità fisica della persona, ovvero fra le vittime e imputati di diffamazione a mezzo stampa che abbia provocato una lesione all’onore di una persona.
– Inadempimento derivante da contratto come per esempio un affitto d’azienda, un contratto di locazione, una contratto preliminare ecc.

E importante ricordare che la mediazione non riguarda quei casi che risultano di rilevanza giuridica (contemplati da norme di legge), ma, anche, qualsiasi conflitto fra due o più persone che, eventualmente, potrebbero sottoporsi ad una mediazione sempre che sussistano le seguenti condizioni:

- Che non esista una legge che lo proibisca espressamente.
– Che sussista la predisposizione a participare.
– Che non stiano vulnerando diritti di terze persone assenti, senza sua conoscenza espressa.
– Che il mediatore abbia la certezza che si stia adempiendo a tutti i principi della mediazione.
– Che esista un conflitto e che questo sia percepito come tale da ambe le parti.