Agevolazioni fiscali

Processo civile e mediazione: cosa costa di più?

Contrariamente a quanto avviene nel procedimento civile in cui un soggetto che voglia intentare una causa civile è sottoposto ad una miriade di imposte, nella mediazione è la legge stessa che stabilisce al comma 2 dell’articolo 17 del D. Lgs. 28/2010 che “tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura” Quindi in sostanza nessun costo che non sia la spesa di avvio e le spese di indennità del mediatore”.

Ma quanto mi costa il mediatore?

Ebbene il legislatore (evidentemente al fine di incentivare il ricorso alla mediazione) consente alla parte che partecipa e concilia in mediazione di detrarre 500 euro dalle imposte.
Questo significa che per una lite di valore di 45 mila euro la tariffa MASSIMA, inclusiva degli aumenti ex lege dovuti ad es, al successo della mediazione, che ciascuna parte deve versare all’organismo di mediazione di Studilegali.it (che applica tariffe particolarmente favorevoli e, generalmente, notevolmente inferiori rispetto alle tariffe applicata ex lege), è di 540 euro.

Ma entrambe le parti possono recuperare 500 euro, detraendole dalle imposte.
Conseguentemente un procedimento di valore di 45.000= costa in sostanza solamente 40 euro.

Facciamo un altro esempio: Mario Rossi e Paolo Bianchi si rivolgono all’Organismo di conciliazione Studilegali.it per una controversia del valore di €.200.000=
In base alle Tabelle adottate dal nostro Organismo, lil costo della mediazione  ammonta da un minimo complessivo di €.670= (se la mediazione non si conclude con la conciliazione) ad un massimo di €.809,50=

Valore della lite
(Euro)

Spese di avvio procedura per ciascuna parte (spese di Segreteria)

MEDIAZIONE VOLONTARIA

Spese di mediazione (indennità) per ciascuna parte

Aumento del 20% in caso di formulazione proposta (per parte)

Aumento del 25% in caso di successo della mediazione (per parte)

da 50.000
a 250.000

40

630

126

139,5

Nel caso in cui il tentativo di mediazione vada a buon fine, entrambi usufruiscono di un credito di imposta di euro 500.
Ne consegue che l’intero procedimento in realtà costerà solo €.309,50=

Cosa succede se non “mi concilio”?

Se, nell’esempio proposto, il procedimento non ha successo (senza badare a quale dei due attori sia da ascrivere l’insuccesso) si potrà usufruire di un credito d’imposta di euro 250 e, pertanto, l’intero procedimento costerà in sostanza €.559,50=.
L’articolo 20 stabilisce, infatti, che “in caso di insuccesso della mediazione, il credito d’imposta è ridotto ad ad euro 250″.

Ma è sempre dovuta?

No. Se non si è provveduto al pagamento delle indennità di mediazione tale beneficio non è ammesso.
N.B: Per poter usufruire del credito, il valore dello stesso deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo a quello in cui la mediazione

Altra agevolazione

Il comma 2 dell’articolo 17 del D. Lgs. 28/2010 stabilisce che “Il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro entro il limite di valore di 50.ooo euro, altrimenti l’imposta è dovuta per la parte eccedente”.

Che significa?

Significa che l’imposta di registro sulla scrittura privata che ratifica l’accordo, per le controversie fino a 50 mila euro costa 0 Euro!.Ossia nulla.

Se, invece, la scrittura privata da ratificare ha un valore di 110 mila euro l’imposta di registro si calcola solo sulla differenza, ossia, secondo il dettato della nuova legge, su 60 mila euro.

Quindi, come si può constatare, la legge ha previsto delle agevolazioni fiscali particolarmente favorevoli per le parti che si conciliano in mediazione.

Altra agevolazione

Ai sensi del 5° comma della medesima disposizione «quando la mediazione è condizione di procedibilità della domanda all’organismo non è dovuta alcuna indennità dalla parte che si trova nelle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato» (art. 17, 5° comma, D.Lgs 28/2010).