Mediazione

Lo sai che per alcune materie si è obbligati a tentare una mediazione presso un organismo di mediazione prima di fare causa davanti ad un Giudice?

Ma cosa è la mediazione?

La mediazione è l’attività svolta da un terzo imparziale (mediatore) finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa. (Definizioni contenute nel Decreto legislativo n. 28/2010).

La conciliazione, pertanto, non è altro che la composizione di una controversia a seguito dello svolgimento della mediazione.

LA MEDIAZIONE può essere:

VOLONTARIA: quando è richiesta liberamente dalle parti e non rientra fra le materie in cui la . mediazione è obbligatoria.

OBBLIGATORIA: imposta per legge, ossia non si può andare davanti ad un Giudice senza  prima aver tentato una mediazione nelle seguenti materie:
– Affitto di azienda – Comodato – Condominio – Contratti assicurativi – Contratti bancari – Contratti finanziari – Diritti reali (proprietà, servitù, ecc.) – Divisione – patti di famiglia – risarcimento del danno derivante da responsabilità medica – risarcimento del danno derivante da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità – risarcimento del danno da sinistro stradale.

SU INVITO DEL GIUDICE: si ha quando il Giudice in qualsiasi momento della causa davanti al Giudice di Pace o Tribunale invita le parti a intraprendere una percorso di Mediazione..
In tal caso può sospendere la causa per un massimo di 4 mesi.

PER CONTRATTO O STATUTO: nei contratti o negli statuti delle società può essere prevista una clausola che obblighi a tentare la mediazione, prima di avviare la causa innanzi al giudice.

 L’istituto della mediazione non può riguardare:

• i procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di
concessione e sospensione della provvisoria esecuzione;
• i procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al mutamento di rito di cui all’art. 667
c.p.c.;
• i procedimenti possessori, fino alla pronuncia dei provvedimenti di cui all’art. 703 c.p.c.,
comma 3, c.p.c.;
• i procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione, relativi all’esecuzione forzata;
• i procedimenti in camera di consiglio;
• l’azione civile esercitata nel processo penale.