La figura della colf di condominio

Nel 2012, a Bologna è stato implementato un progetto-pilota elaborato da proprietari di immobili Confabitare, indirizzato a poco meno di 180 famiglie e riguardante il cosiddetto servizio “colf di condominio”.

Il suo principale obiettivo è assicurare presenza continuativa e cura, dando sicurezza a tutti gli abitanti dello stabile, dai più piccoli ai più anziani.

Le colf che hanno preso parte al progetto sono in prevalenza straniere e, per tutte, è stato effettuato un regolare contratto di lavoro, a carico dei condomini che hanno usufruito del servizio, similmente a quanto accade con la figura del portiere.

Secondo alcune stime, il costo si aggira intorno ai 200-250 euro ad unità abitativa. Esso prevede una media di due ore di servizio a famiglia anche se, in concreto, è la singola realtà condominiale che decide la suddivisione del monte-ore della dipendente a seconda delle esigenze e delle caratteristiche emergenti dell’utenza, con un ovvio occhio di riguardo rivolto alle persone anziane.

Come accennato, le colf di condominio godono di un regolare contratto: da sottolineare che è recente l’introduzione di tali figure lavorative nell’ambito dei CCNL ed è avvenuta attraverso la categoria Lavoratori addetti alla vigilanza o a mansioni assistenziali o a mansioni ausiliarie a quelle del portiere.

La disciplina a livello nazionale è un importante passo in avanti, che ben risponde alle sempre più diffuse esigenze delle famiglie italiane: la necessità di lavorare e l’allungamento dell’età pensionabile comportano quotidiane difficoltà nella gestione e nella cura di bambini ed anziani.

E così che si spiega il successo suscitato dal progetto sopra-citato, successo in base a cui si prospetta l’estensione di questa iniziativa anche in altre città italiane, fra le quali Torino, Milano e Roma.