4. LA CLAUSOLA DI MEDIAZIONE NEL SETTORE DELLA R.C.A.

A  cura del  Prof.Avv.Egidio Spinelli

Dopo l’entrata in vigore della conciliazione obbligatoria anche per il settore in cui verte il maggior carico del contenzioso assicurativo, ovvero il settore della responsabilità civile automobilistica, le compagnie stanno valutando l’opportunità di inserire nelle proprie polizze clausole di conciliazione, ovvero clausole con cui si individua l’organismo di conciliazione cui deve essere proposta istanza in caso di controversia.

In tal modo si potrebbero selezionare organismi altamente qualificati ed esperti in materia, anche considerato il tecnicismo che connota i contratti di assicurazione disciplinati da norme che riflettono i profili gestionali ed economici dell’operazione assicurativa.
Anche in questo ambito, si sviluppano i “soliti” dubbi sulla vessatorietà delle stesse, ove inserite nei contratti col consumatore (per i contratti con le imprese sarebbe sufficiente la specifica sottoscrizione ex art. 1341, II comma c.c.), per violazione del foro del consumatore.
Tali dubbi sarebbero stati dissipati dalla circolare ABI 8/2011 che avrebbe evidenziato come esse non comportino una deroga né alla competenza né alla giurisdizione risultando peraltro conformi al testo di legge dal momento che nella disciplina della conciliazione obbligatoria si prevede che l’organismo conciliatore possa essere individuato dalle parti. Si precisa infatti che «nella valutazione del “contesto complessivo dell’affare” dovrebbe ovviamente trovar luogo la ponderazione, innanzitutto, della portata dell’impatto sul cliente della scelta effettuata (nel senso che occorre assicurare facilità di accesso alla mediazione, anche in funzione della residenza e del domicilio elettivo del consumatore) e, in secondo luogo, la presenza della norma che ricorda al cliente come la condizione di procedibilità si assolva anche ricorrendo alla Camera di Conciliazione istituita presso la Consob o all’Arbitro Bancario Finanziario istituito presso la Banca d’ Italia, nel presupposto (fatto proprio dal legislatore) che questi organismi offrano per definizione garanzie di imparzialità e di efficienza e non siano, dunque, idonei ad alterare l’equilibrio del contratto.E analogamente dovrebbe essere anche valutata, sempre nel contesto complessivo dell’affare, anche la norma di chiusura che consente comunque alle parti di prendere accordi diversi sull’organismo da adire in qualunque momento del rapporto».
Appare tuttavia evidente come tali clausole non possano sottrarsi dal controllo di vessatorietà, che potrà concernere profili relativi alla prova dell’effettiva terzietà e imparzialità dell’organismo individuato, nonché relativi al fatto che detta individuazione non determini un aggravio ingiustificato di costi per il consumatore anche in termini di onere per il raggiungimento della sede della conciliazione. Indicare organismi di conciliazione che presentino caratteri di assoluta separazione morale e materiale dalle imprese, potrebbe scongiurare il rischio di vessatorietà, ma potrebbe determinarne un altro. Le compagnie si troverebbero legate per la durata dei contratti ad organismi che potrebbero mutare, in piena autonomia, composizione e quindi anche professionalità nel tempo.Non solo, ma con riferimento ai contratti di assicurazione occorre tenere presente il fatto che la clausola di mediazione non sarebbe opponibile al terzo in caso di polizze contro la responsabilità civile.
Quindi il terzo, nel caso in cui abbia azione diretta verso l’assicuratore del responsabile (come nel caso di r.c.a.), potrebbe fare istanza presso un organismo diverso. Né vale la considerazione che, in materia di assicurazione per la responsabilità civile automobilistica, ormai è previsto l’indennizzo diretto del danneggiato da parte del suo assicuratore. Ricordiamo che, dopo l’intervento della Corte Costituzionale, il danneggiato conserva, in ogni caso, la facoltà di continuare ad attivare la procedura dell’azione diretta verso l’assicuratore del responsabile. Inoltre in ipotesi di assicurazione contro la responsabilità civile ordinaria ci potremmo trovare di fronte ad un assicuratore chiamato in garanzia dal proprio assicurato convenuto dal danneggiato, con remissione delle parti dinanzi al conciliatore per il rapporto assicurativo e con la difficoltà di opporre al terzo danneggiato l’obbligo di recarsi presso l’organismo individuato dall’assicuratore e dall’assicurato.